6 giugno 2026 – Conferenza “Dalle collezioni entomologiche alla storia della scienza: gli Scarabeidi siciliani dell’Ottocento del Museo La Specola”

Conferenza “Dalle collezioni entomologiche alla storia della scienza: gli Scarabeidi siciliani dell’Ottocento del Museo La Specola”, Museo La Specola – 6 giugno 2026

Il terzo appuntamento del ciclo di conferenze divulgative sugli Artropodi a cura del Sistema Museale di Ateneo e del Nuovo Gruppo Entomologico Toscano ha avuto luogo sabato 6 giugno 2026. Questo incontro, intitolato “Dalle collezioni entomologiche alla storia della scienza: gli Scarabeidi siciliani dell’Ottocento del Museo La Specola”, ha avuto lo scopo di sottolineare l’importanza di un approccio integrato, insieme storico e scientifico, nello studio delle collezioni museali, e in particolare la rilevanza delle collezioni della Specola per la storia della scienza, a partire da recenti ricerche sugli Scarabeidi siciliani conservati nel Museo. La collezione di Entomologia del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, sede “La Specola”, ospita infatti numerosi reperti storici, fra cui diversi esemplari di scarabei (Coleoptera: Scarabaeoidea: Scarabaeidae) raccolti in Sicilia tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Tali reperti rivestono un valore non solo scientifico, ma anche storico, del massimo rilievo.

Il loro studio ha fornito l’occasione di rievocare le figure di diversi zoologi ed entomologi del passato, fra cui Enrico Hillyer Giglioli (1845-1909) e Piero Bargagli (1844-1918), il barone tedesco Hans Georg Ludwig Freiherr von Zwierlein di Wiesbaden (1835-1886) e il giudice Silvio Failla (1905-1988). Alcuni esemplari, raccolti dagli entomologi siciliani Francesco Vitale (1861-1953) ed Enrico Ragusa (1849-1924), assumono particolare importanza in quanto testimoniano il ruolo della Specola come centro di riferimento per la zoologia (e l’entomologia) italiana nella seconda metà dell’Ottocento. La presentazione dei singoli esemplari museali oggetto dello studio ha cercato di associare, a una sintetica descrizione della specie dal punto di vista tassonomico ed ecologico, la narrazione della vita e delle ricerche, e a volte di bizzarri aneddoti, del raccoglitore dell’esemplare. Tale sguardo, insieme storico e scientifico, ha consentito ove possibile di ricostruire, integrando le lacune dei dati di cartellino con le fonti bibliografiche e archivistiche, le circostanze di raccolta dell’esemplare di volta in volta esaminato.

Risultano particolarmente significativi in tal senso sei esemplari di Gnorimus decempunctatus, rara specie endemica di Sicilia, il cui studio ha permesso (integrando i dati di cartellino con indagini archivistiche presso La Specola e presso l’Archivio di Stato di Cremona) di approfondire il carteggio inedito fra l’entomologo palermitano Enrico Ragusa e l’entomologo cremonese Carlo Fumagalli (1846-1922), e di questi con Adolfo Targioni Tozzetti (1823-1902). Ciò fornisce un notevole esempio dello scambio di esemplari e dati tra entomologi italiani del XIX secolo, nonché della fecondità dell’integrazione fra indagine archivistica e studio scientifico degli esemplari museali per ricostruire i percorsi della storia della scienza.

Ad assistere alla conferenza diversi entomologi del NGET, e anche semplici curiosi, che hanno mostrato interesse verso l’approccio adottato dal relatore e i numerosi spunti sul valore storico delle collezioni entomologiche, comprese le minacce (di origine naturale, come il terremoto di Messina del 1908, o antropica, ossia l’insipienza umana) sulla loro conservazione.

Anche questo terzo incontro è stata una piacevole occasione di incontro per i soci del NGET. A tal proposito, mi preme segnalare che chi scrive ha ricevuto, nelle settimane precedenti all’evento, da parte di diversi entomologi (soci NGET attuali e potenziali) residenti fuori regione, domande sulla possibilità di seguire tali conferenze anche in modalità telematica. Tale proposta era già stata avanzata in occasione dell’Assemblea annuale dei Soci del 22 aprile 2026; la sua attuazione contribuirebbe certamente a incrementare la visibilità dell’Associazione e delle sue attività, oltre a garantire una più ampia partecipazione da parte dei Soci. La realizzazione di questi primi tre incontri costituisce di per sé un risultato non privo di difficoltà e affatto scontato; ciò premesso, il positivo riscontro ricevuto e l’interesse sollecitato fra entomologi e semplici appassionati dovrebbero incoraggiarci non solo nel proseguire nell’organizzazione di tali eventi, ma anche nel continuare, col contributo di tutti i Soci, alla loro sempre migliore riuscita, con la collaborazione attiva delle valenti professionalità del Sistema Museale di Ateneo.

Giovanni Altadonna